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21/05/2004
Avviato un forno SKK presso la Ceramica Catalano

La macchina può contenere 13 carri e ha una temperatura di esercizio di 1250°C

Un nuovo forno intermittente realizzato da Sacmi è entrato in produzione  presso la ceramica Catalano di Civita Castellana: si tratta di un SSK 440, con altezza utile di carico di 1.100 mm, in grado di contenere 13 carri, che ha una temperatura d’esercizio di 1250°C. Lo SSK viene utilizzato da Catalano per la cottura di Fire Clay con un ciclo di 18 ore. Durante ogni ciclo vengono prodotti 286 pezzi, mentre il carico massimo di un carro è di 925 kg. Le tubazioni principali dell’aria comburente sono tutte coibentate.
Come anticipato, il forno lavora con temperature superiori ai 1.100°C: dunque non è stato possibile adottare su questa macchina  fibre ecologiche, che hanno ormai ampiamente dimostrato gravi limiti sulle prestazioni ad elevata temperatura. Per questo motivo sono state invece utilizzate le RCF “tradizionali” che raggiungono valori di resistenza termica molto elevati, fino a temperature di 1.450°C. Le RCF, però, sono state introdotte da 4 o 5 anni nella classe di rischio 2 CE perché irritanti e dannose se inalate. Pertanto, per proteggere gli addetti al montaggio dall’inalazione e dal contatto con l’isolamento in fibroceramica nelle pareti e in volta, sono stati introdotti da Sacmi Forni una serie di efficaci sistemi di “protezione integrale” che  prevengono contaminazioni ambientali ed eventuali patologie:
- confinamento dell’area di lavoro per evitare l’inquinamento di altre aree dello stabilimento;
- dispositivi di protezione individuale, come tute e abbigliamento intimo a perdere, maschere con grado di  filtrazione FFP3, guanti e occhiali;
- doccia obbligatoria in uscita dall’ambiente contaminato;
- scarico dell’acqua con dispositivo di recupero e filtrazione;
- estrattore di aria inquinata da fibre ceramiche dalla zona confinata. I ricambi d’aria vanno da 5 a 8 l’ora e l’aria contaminata è sottoposta a 3 stadi di filtrazione, prima di essere immessa di nuovo in ambiente;
- bonifica con aspiratore di tutta la zona di lavoro alla fine del montaggio;
- segnalazioni (cartelli);
- eliminazione dei residui di lavorazione mediante sacchi sigillati in plastica. I rifiuti vengono introdotti in un sacco di polietilene che a sua volta viene inserito in un altro sacco di polietilene, a norma per l’amianto, marcato all’esterno con la R su sfondo giallo. I “doppi” sacchi vengono smaltiti in una discarica controllata per rifiuti speciali.

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